FEMMINICIDIO
La panchina rossa e le scarpette rosse sono i simboli universali e più potenti della lotta alla violenza di genere e ai femminicidi. Rappresentano il vuoto lasciato dalle vittime nella società e la necessità di fermarsi a riflettere su un'emergenza non più ignorabile.
"Femminicidio"
Non è un impulso, non è una tempesta,
è il conto dei passi di ciò che ne resta.
è il conto dei passi di ciò che ne resta.
Galoppa la cronaca, un nome alla settimana,
mentre il dibattito si perde e si allontana
mentre il dibattito si perde e si allontana
Dicono "è un raptus", "esagerazione",
scambiando il possesso per una passione.
scambiando il possesso per una passione.
Cercano scuse, giustificano il lupo,
lasciando il futuro più cieco e più cupo.
lasciando il futuro più cieco e più cupo.
Ma il vuoto rimane, pesante, stampato,
sul marmo di un giorno che non è iniziato.
sul marmo di un giorno che non è iniziato.
È un crimine vivo, che muta la pelle,
mentre contiamo le sedie e le stelle.
mentre contiamo le sedie e le stelle.
Negare la strage ti rende alleato
di un lungo silenzio che va condannato.
di un lungo silenzio che va condannato.
Finché quel nome rimarrà un tabù,
la prossima vittima potresti essere tu.
la prossima vittima potresti essere tu.
"Chi nega l'emergenza dei femminicidi sta difendendo il privilegio di non voler guardare la realtà negli occhi."
"Non è un'invenzione dei media, è una strage quotidiana che molti scelgono deliberatamente di non vedere."
"I femminicidi non camminano, corrono sul binario dell'indifferenza generale e di una cultura che fatica a cambiare."
"Mentre la società discute se esista o meno il problema, il conteggio delle vittime continua a salire senza sosta."
"Non sono rari casi isolati, è un'epidemia sociale che si alimenta ogni giorno del nostro silenzio e della nostra incredulità."
«Il femminicidio non è un delitto di passione, è un delitto di potere.»
— Michela Murgia
«La violenza contro le donne è una delle più vergognose violazioni dei diritti umani.»
— Kofi Annan
«Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni patite, per il suo corpo che avete sfruttato... in piedi, Signori, davanti a una Donna.»
— William Shakespeare