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martedì 14 aprile 2026

FESTA DI SAN NICOLA DI BARI PROGRAMMA 2026


PUGLIA D'AMARE 24 Quotidiano d'informazione
direttrice CRESY CARADONNA




Storia della Basilica di San Nicola.

La Basilica di San Nicola, capolavoro dello stile romanico-pugliese, fu voluta dall’abate Elia che, insieme al popolo barese, intese venerare le reliquie del Santo, giunte a Bari il 7 maggio 1087. I lavori iniziarono lo stesso anno e due anni dopo, nel 1089 era già pronta la cripta che fu consacrata da Papa Urbano II. In quell’occasione il Papa, oltre a deporre le reliquie di San Nicola sotto l’altare maggiore, consacrò arcivescovo di Bari l’abate benedettino Elia. La scelta del luogo per la costruzione cadde nell’area della Corte del Catapano, residenza dei governatori bizantini, segno del passaggio al periodo dei Normanni molto sensibili nell’incentivare la costruzione di chiese che cancellassero i riti d’Oriente. I lavori di costruzione furono seguiti dall’abate Elia (+ 1105) e dal suo successore l’abate Eustazio (+1123). Fu consacrata, per incarico di papa Celestino III, da Corrado, vescovo di Hildesheim e cancelliere imperiale di Enrico VI, il 22 giugno 1197. L’abate Elia, morto nel 1105 prima che fosse completata è sepolto nella stessa basilica dove riposano anche alcuni marinai, autori della traslazione.
Prototipo del romanico pugliese, la basilica ha mura imponenti e facciata tripartita con tre portali. Massiccio il transetto. Per la sua costruzione, in un periodo molto fecondo per la città e per la scultura e l’architettura della regione, furono utilizzati materiali provenienti da diverse chiese, cosa che spiegherebbe la diversa altezza delle due torri e la differente lunghezza delle fiancate. Differenti tra loro i portali: sobrio nelle linee quello principale fra due colonne sostenute da tori; importante, anche, per la ricchezza degli ornati e il significato iconologico il portale dei leoni.
L’interno è a tre navate divise da colonne e pilastri. Magnifico il ciborio, risalente al XII secolo. Tra l’altare basilicale e l’abside si conserva il trono episcopale di Elia, monoblocco marmoreo che, nella parte del sedile e dello schienale, ha decorazioni tipiche della Puglia bizantina dell’XI secolo. La parte inferiore poggia su telamoni che reggono la sede con tratti del viso tesi per lo sforzo. Nella parte posteriore, due leonesse addentano vittime umane. Opera di un ignoto artista che operò a lungo nella basilica, la sua datazione pare risalga alla seconda metà dell’XI secolo. Alle spalle della cattedra, poggiato sul catino absidale, c’è il monumento funebre con le spoglie di Bona Sforza, regina di Polonia e duchessa di Bari dove morì nel 1557. Il gruppo marmoreo (1593) è costituito dalla regina in atteggiamento di preghiera con ai lati San Stanislao, patrono della Polonia, e San Nicola. Nel secolo XVII la basilica subì l’influsso del barocco i cui segni, oggi, si ritrovano nel soffitto dalle grandi tele seicentesche (1661) del bitontino Carlo Rosa, nell’Altare d’argento e nel pulpito.
Per la costruzione della cripta furono impiegati materiali di chiese bizantine e longobarde collocando i pezzi migliori all’ingresso e vicino all’altare del santo. Protetta da una grata di ferro, è visibile la colonna detta “miracolosa” che, secondo la leggenda, trovata nel Tevere da San Nicola e portata a Myra per decorare la sua chiesa, fu ritrovata a Bari nel 1098 come ultima colonna ancora mancante alla costruzione.
Nella cripta fu istituita nel 1966 la cappella orientale per far celebrare la Divina Liturgia agli ortodossi. Riti sacri e divine liturgie di diverse chiese - dalla bizantino greca alla bizantino-slava, dalla copta all’illirica, dall’armena alla caldea - non sono certo inusuali in basilica, meta continua di pellegrinaggi dai diversi Paesi dell’Oriente. Nel 1981 fu anche istituita una cappella per l’Europa dedicata ai santi Cirillo, Metodio e Benedetto, compatroni del vecchio continente.
La basilica ha una Sala del Tesoro che conserva prestigiosi doni votivi come quelli di re Carlo II d’Angiò (1304) e l’icona dello zar di Serbia Urosio III (1327). Il cosiddetto Tesoro di San Nicola è costituito da dipinti, bottiglie della santa manna (il liquido che si forma nella tomba del Santo), icone e lampade russe e numerosi altri preziosi pezzi. Nella ricca biblioteca e nel prestigioso archivio sono conservati codici, pergamene e antichi documenti.
Meritano di essere menzionati importanti dipinti di Rico da Candia (trittico del 1451), Bartolomeo Vivarini (1476), Carlo Rosa (soffitto del 1661) e Nicola Gliri, autore delle lunette della cripta che raffigurano le fasi salienti della vita del Santo (1660).
Dalla Basilica dipende la vicina Chiesa di San Gregorio anch’essa in stile romanico-pugliese a tre navate e con un semplice, ma splendido, altare-mensa in pietra. Nel 1929, la Basilica passò dalla giurisdizione regia a quella pontificia, mentre l’amministrazione rimase affidata al Capitolo Palatino di San Nicola. Nel 1951, dopo sei anni di vacanza dell’ufficio di Gran Priore a seguito della morte di mons. Savinetti, Pio XII riconfermò l’immediata soggezione della Basilica alla Sede Apostolica, l’affidò all’Ordine dei Frati Predicatori con la Bolla Sacris in aedibus (5 agosto 1951) e attribuì il titolo di Gran Priore all’Arcivescovo pro-tempore di Bari. Nel 1968 con la Bolla Basilicae Nicolaitanae, fu elevata a Basilica Pontificia. Venne abolito il titolo di Gran Priore e l’Arcivescovo di Bari fu nominato Delegato Pontificio per la Basilica.
Il 26 febbraio 1984, Giovanni Paolo II sostò pellegrino ecumenico presso la tomba di San Nicola e venerò le sue ossa. In basilica, insieme al metropolita ortodosso di Myra Chrysostomos Kostantinidis, riaccese la lampada uniflamma, segno del camminare insieme delle Chiese di Oriente e di Occidente verso la piena comunione. La lampada uniflamma che arde accanto all’altare del Santo, è un segno molto forte della vocazione ecumenica di Bari e della Basilica come punto d’incontro tra Oriente ed Occidente. In altra occasione la lampada fu alimentata da olio orientale ed olio occidentale dal card. Giuseppe Slipyj, arcivescovo maggiore degli Ucraini e da mons. Enrico Nicodemo, arcivescovo di Bari. Molto attivo il Centro ecumenico che, con l’Istituto di Teologia Ecumenica, sorse nel 1969.
L’8 maggio 1989 Giovanni Paolo II diede un nuovo assetto canonico alla Basilica con una terza Bolla; riconfermò l’affidamento all’Ordine dei Frati Predicatori, sotto la diretta tutela della Commissione Cardinalizia per i Pontifici Santuari di Pompei, Loreto e Bari. Attualmente, la Basilica dipende dalla Segreteria di Stato, sezione Affari Generali e Delegato Pontificio è l’Arcivescovo pro-tempore di Bari-Bitonto.
Accanto alla Basilica sorgono il Convento Domenicano, la Biblioteca, l’Archivio, la sede della Fraternità Laica Domenicana, la Casa delle Suore Domenicane, la Sala Offerte, oltre al Portico dei Pellegrini, con una sala-convegni.

 


SAGRA DI SAN NICOLA
7-8-9 Maggio 2026
939° Anniversario della Traslazione (1087-2026)

Un mese di celebrazioni civili e religiose per San Nicola, il Santo Patrono di Bari. La Sagra anche quest’anno, parte ufficialmente il 20 Aprile e andrà avanti fino a fine maggio tra processioni e fuochi d’artificio.

Di seguito il programma dettagliato:

LUNEDÌ 20 APRILE 2026
939° Anniversario della partenza da Mira delle Reliquie di San Nicola (1087-2026)

18.30 Basilica San Nicola. Celebrazione Eucaristica

DOMENICA 26 APRILE 2026 - ESPOSIZIONE DELLA STATUA DEL SANTO
07.30 - 09.00 - 10.30 - 12.00 - 13.00 - 18.30 - 20.30 Basilica

San Nicola. Sante Messe

17.00 Piazza San Nicola. Spettacolo di Timpanisti e Sbandieratori dell’Associazione “Militia Sancti Nicolai” con la partecipazione dell’Associazione “I Marinai della Traslazione”

17.30 Basilica San Nicola. Esposizione della Statua del Santo

MARTEDÌ 28 APRILE 2026 - SORTEGGIO DEI MOTOPESCHERECCI
Processione con la Statua del Santo

18.30 Basilica San Nicola. Celebrazione Eucaristica presie-duta dal Rettore della Basilica fr. Giovanni DISTANTE OP. Sorteggio dei Motopescherecci che porteranno a mare il 7 maggio il Quadro e l’8 maggio la Statua del Santo

19.30 Basilica San Nicola. Processione con la Statua del Santo

21.30 Molo Sant’Antonio. Spettacolo Pirotecnico della Ditta LA ROSA International Fireworks (Bagheria-Palermo)

MERCOLEDÌ 29 APRILE - GIOVEDÌ 7 MAGGIO 2026 - SOLENNE NOVENARIO
18.00 Basilica San Nicola. Santo Rosario

18.30 Basilica San Nicola. Celebrazione Eucaristica presieduta da un Padre Domenicano

LUNEDÌ 4 MAGGIO 2026 - FESTA DEI DISABILI
10.00 Piazza San Nicola. Festa dei Disabili piccoli e grandi

GIOVEDÌ 7 MAGGIO 2026
... IN GIORNATA ARRIVO DEI PELLEGRINI

Corteo Storico

07.30 - 09.30 - 18.30 Basilica San Nicola. Sante Messe

18.00 Baia San Giorgio. Processione con il Quadro del Santo. Celebrazione Eucaristica presieduta dal Rettore della Basilica fr. Giovanni DISTANTE OP.Imbarco del Quadro

20.30 Piazza Federico II di Svevia. Partenza del Corteo Storico

22.30 Piazza San Nicola. Arrivo del Corteo Storico

VENERDÌ 8 MAGGIO 2026 - PROCESSIONE A MARE
Imbarco e Sbarco della Statua del Santo – Esibizione delle Frecce Tricolori

04.30 Apertura della Basilica. Lancio di Diane della Ditta LA ROSA International Fireworks (Bagheria-Palermo)

05.00 Basilica San Nicola. Santa Messa dell’Alba presie-duta dal Rettore della Basilica fr. Giovanni DISTANTE OP

06.45 Basilica San Nicola. Processione con la Statua del Santo

07.30 - 09.00 - 10.30 - 12.00 - 13.00 - 18.30 Basilica San
Nicola. Sante Messe

09.45 Molo Sant’Antonio. Spettacolo Pirotecnico della Ditta LA ROSA International Fireworks (Bagheria-Palermo)

10.00 Molo San Nicola. Celebrazione Eucaristica presiedu-ta da Sua Ecc.za Mons. Giuseppe SATRIANO, Arcivescovo di Bari-Bitonto e DelegatoPontificio per la Basilica. Bene-dizione del Mare. Imbarco della Statua del Santo

12.00 Basilica San Nicola e Molo San Nicola. Supplica alla Madonna di Pompei

16.30 Lungomare Nazario Sauro. Air Show con Frecce Tricolori della pattuglia acrobatica dell’Aeronautica Militare

18.30 Molo San Nicola. Celebrazione Eucaristica presieduta da Sua Ecc.za Mons. Bruno VARRIANO, Vicario Patriarcale per Cipro e Vescovo Ausiliare del Patriarcato Latino di Gerusalemme

20.00 Molo San Nicola. Sbarco della Statua del Santo e processione fino a Piazza del Ferrarese. Accensione delle Luminarie della Ditta PAULICELLI(Ceglie del Campo-Bari)

22.00 Molo Sant’Antonio. Spettacolo Pirotecnico della Ditta LA ROSA International Fireworks (Bagheria-Palermo)

SABATO 9 MAGGIO 2026
939° ANNIVERSARIO DELLA TRASLAZIONE (1087-2026)

Prelievo della Santa Manna

07.30 - 09.30 - 11.00 Basilica San Nicola. Sante Messe

08.00 Molo Sant’Antonio. Lancio di Diane della Ditta LA ROSA International Fireworks (Bagheria-Palermo)

12.00 Piazza del Ferrarese. Santa Messa

18.00 Basilica San Nicola. Solenne Concelebrazio-ne Eucaristica presieduta da Sua Ecc.za Mons. Luigi RENNA, Arcivescovo Metropolita di Catania, insieme con Sua Ecc.za Mons. Giuseppe SATRIANO, Arcivesco-vo di Bari-Bitonto e Delegato Pontificio per la Basili-ca. Prelievo della Santa Manna

22.00 Molo Sant’Antonio. Spettacolo Pirotecnico del la Ditta LA ROSA International Fireworks (Baghe-ria-Palermo)

DOMENICA 10 MAGGIO 2026
OMAGGIO DEI BAMBINI E FAMIGLIE DELLA CITTÀ VECCHIA AL SANTO PATRONO

07.30 - 09.00 - 10.30 - 12.00 - 13.00 - 18.30 - 20.30

Basilica San Nicola. Sante Messe

10.00 Piazza del Ferrarese. Celebrazione Eucaristica presieduta da Mons. Franco LANZOLLA, Parroco della Cattedrale

LUNEDÌ 11 MAGGIO 2026
TRASFERIMENTO DELLA STATUA DEL SANTO IN CATTEDRALE

17.00 Piazza del Ferrarese. Processione fino alla Cattedrale

DOMENICA 17 MAGGIO 2026 - GIORNATA DELLA GENTE DI MARE
Rientro della Statua del Santo in Basilica

07.30 - 09.00 - 10.30 - 12.00 - 13.00 - 18.30 - 20.30

Basilica San Nicola. Sante Messe

16.30 Cattedrale. Trasferimento della Statua del Santo alla Capitaneria di Porto

17.30 Capitaneria di Porto. Celebrazione Eucaristica presieduta dal Rettore della Basilica fr. Giovanni DISTANTE OP

19.00 Capitaneria di Porto. Trasferimento della Statua del Santo in Basilica

Accoglienza della Statua del Santo in Capitaneria di Porto e in Piazza San Nicola dai Timpanisti e Sbandieratori dell’Associazione “Militia Sancti Nicolai” con la partecipazione dell’Associazione “I Marinai della Traslazione”

VENERDÌ 22 MAGGIO 2026
FESTA DELLA TRASLAZIONE SECONDO IL CALENDARIO GIULIANO

06.00 Basilica San Nicola. Accoglienza dei Pellegrini Ortodossi

07.30-9.30 Chiesa di San Gregorio. Sante Messe

08.00 Basilica San Nicola. Divina Liturgia

18.30 Basilica San Nicola. Santa Messa

ITINERARI DELLE PROCESSIONI

28 aprile 2026, ore 19.30

Basilica San Nicola • Arco Angioino • Piazzetta 62 Marinai • Strada Martinez • Piazza Santa Maria • Via Venezia • Discesa Annunziata • LargoAnnunziata • Arco Spirito Santo • Strada Martinez • Piazzetta 62 Marinai • Basilica San Nicola

8 maggio 2026, ore 06.45

Basilica San Nicola • Via delle Crociate • Via Carmine

Arco della Neve • Piazza Odegitria • Via Federico II di Svevia • Strada San Domenico • Via dell’Intendenza • Corso Vittorio Emanuele II • Corso Cavour Molo San Nicola
8 maggio 2026, ore 20.00

Molo San Nicola • Via Eroi del Mare • Corso Cavour

Piazza del Ferrarese
11 maggio 2026, ore 17.00

Piazza del Ferrarese • Piazza Mercantile • Strada Fragigena • Via dei Gesuiti • Piazza Sant’Anselmo • Piazza San Marco • Via Carmine • Arco della Neve • Piazza Odegitria • Cattedrale

17 maggio 2026, ore 16.30

Cattedrale • Piazza Odegitria • Arco delle Neve • Via Tancredi • Strada del Carmine • Via delle Crociate

Strada San Luca Strada Santa Chiara • Via Pier l’Eremita • Strada Porto Nuovo • (Attraversamen-to) Corso Antonio De Tullio •Capitaneria di Porto
17 maggio 2026, ore 19.00

Capitaneria di Porto • (Attraversamento) Corso Antonio De Tullio • Strada Porto Nuovo • Strada Santa Scolastica • Strada Martinez • Piazzetta 62 Marinai • Basilica San Nicola



Processioni

28 Aprile (19.30); 8 Maggio (6.45; 20.00); 11 maggio

(17.00); 17 Maggio (16.30; 19.00): Associazione Culturale Musicale “G. BASTIANI-LELLA”

Sfilate per le strade della Città

9 Maggio (9.00-13.00); 11 Maggio (9.00-13.00):

Associazione "Bassa Musica. Città di Molfetta"; 20 Maggio (9.00-13.00): Banda “Città di Triggiano”

Buona Festa di San Nicola a tutti!


direttrice CRESY CARADONNA






sabato 11 aprile 2026

"MARE D'AMARE" POESIA DI CRESY CARADONNA

 

 
MARE D'AMARE
 
Onde che fluiscono in mare,
le scogliere e le spiagge amare,
barca che danza sull'acqua blu,
mentre volano i gabbiani in vista di un cielo azzurro.
 
Qui c'è una pace senza tempo,
un luogo dove lasciare andare,
tutto ciò che abbiamo dentro,
tutto ciò che desideriamo di più.
 
Il mare è un dono straordinario,
che ci offre un sollievo dal dolore,
un'oasi di pace e tranquillità,
che ci rende più forti che mai.
 
Un luogo per sognare e sperare,
un luogo dove tutto è possibile,
un luogo per ricaricarsi,
un luogo dove ritrovare se stessi.
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 👍👍👍
 

sabato 10 dicembre 2022

Bertolt Brecht 1898 - 1956






Bertolt Brecht 1898 - 1956

Sesto sonetto

dai "Sonetti di Augusta"

Quando, un tempo, ti ero affezionato
non è poi che il mio amore fosse smania:
se non si desidera, forse, non si sente la mancanza
Se la gioia è poca, anche il dolore è scarso.

Meglio che: molta gioia è: nessun cruccio,
meglio che perdere è: l'essere paghi.
La voluttà degli uomini è: non soffrire mai.
L'aver potuto è bene, pessimo: l'aver dovuto.

Naturalmente questo è un precetto meschino.
Non è mai stato ricco, chi non ha perso mai niente!
Io non dico neppure, che sarei stizzito...

Intendo solo questo: se uno non ha nessun amore
non ha neanche un'epoca grama che lo attende.
Tuttavia noi non siamo i padroni delle cose.

Sechstes Sonett

Aus den "Augusburger Sonetten"

Als ich vor jahr und tag mich an dich hing
war ich darauf nicht allzu sehr erpicht;
wenn mann nicht wünscht, vermißt man vielleicht nicht
gab's wenig lust, ist auch der gram gering.

und besser ist: kein gram als; viele lust
und besser als verlieren; sich bescheiden.
der männer wollust ist es: nicht zu leiden.
gekonnt ist gut, doch allzu schlimm; gemußt.

natürlich ist das eine schäbige lehre
der war nie reich, der niemals was verlor!
ich sag auch nicht, dass ich verdrießlich wäre....

ich meine nur; wenn einer an nichts hinge
dem stünd auch keine schlimme zeit bevor.
indessen sind wir nicht die herrn der dinge.


Da leggere il mattino e la sera

da "Poesie 1933-1938"

Quello che amo
mi ha detto
che ha bisogno di me

Per questo
ho cura di me stessa
guardo dove cammino e
temo che ogni goccia di pioggia
mi possa uccidere

Morgens und abends zu lesen

Der, den ich liebe
hat mir gegagt
Daß er mich braucht.

Darum
Gebe ich auf mich acht
sehe auf meinen Weg und
Fürchte von jedem Regentropfen
Daß er mich erschlagen Könnte

Tra tutte le opere

da "Poesie inedite e sparse 1913-1933"

Tra tutte le opere
io prediligo quelle usate.
I bacili di rame ammaccati, appiattiti sugli orli,
le forchette e i coltelli dai manici di legno
che molte mani hanno logorato : queste mi parvero
le più nobili forme. Così anche i selci
che circondano le vecchie case,
smussati dai molti piedi che li calpestarono,
coi ciuffi d'erba che vi crescono in mezzo : queste
sono felici opere.

Entrate nell'uso molteplice, sovente variando aspetto,
migliorano la loro guisa, si fanno pregevoli
perchè sovente saggiate.
Persino i frammenti di sculture
con le loro mani mozze m'incantano. Per me
vissero anch'essi. Furono portati anche se poi lasciati cadere.
Anche se travolti stettero pure a non grande altezza.
Gli edifici mezzo diroccati
riprendono l'aspetto di maestosi disegni
ancora incompiuti : le loro belle misure
sono già intuibili; è necessario però
il nostro intendimento. Eppure
hanno già servito, sono anzi già sorpassati. Il sentirlo
mi rende felice.

Von allen Werken

Von allen Werken, die liebsten
Sind mir die gebrauchten.
Die Kupfergefäße mit den Beulen und den abgeplatteten Rändern
Die Messer und Gabeln, deren Holzgriffe
Abgegriffen sind von vielen Händen: solche Formen
Schienen mir die edelsten. So auch die Steinfliesen um alte Häuser
Welche niedergetreten sind von vielen Füßen, abgeschliffen
Und zwischen denen Grasbüschel wachsen, das
Sind glückliche Werke.

Eingegangen in den Gebrauch der vielen
Oftmals verändert, verbessern sie ihre Gestalt und werden Köstlich
Weil oftmals gekostet.
Selbst die Bruchstücke von Plastiken
Mit ihren abgehauenen Händen liebe ich. Auch sie
Lebten mir. Wenn auch fallen gelassen, wurden sie doch getragen.
Wenn auch überrannt, standen sie doch nicht zu hoch.
Die halbzerfallenen Bauwerke
Haben wieder das Aussehen von noch nicht vollendeten
Groß geplanten: ihre schönen Maße
Sind schon zu ahnen; sie bedürfen aber
Noch unseres Verständnisses. Anrerseits
Haben sie schon gedient, ja, sind schon überwunden. Dies alles
Beglückt mich.


Quello che in te era altura

da "Poesie 1933-1938"

Quello che in te era altura
lo hanno spianato
e la tua valle
L'hanno interrata.
Sopra di te passa
una strada comoda.

Was an dir berg war

Was an dir Berg war
Haben sie geschleift
Und dein Tal
Schüttete man zu
Über dich führt
Ein Bequemer Weg.


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Bertolt Brecht, all’anagrafe, Eugen Berthold Friedrich Brecht, è un drammaturgo, poeta, regista teatrale e saggista tedesco. Nasce il 10 febbraio 1898 ad Augusta, in Germania, da una benestante famiglia borghese (il padre è amministratore delegato di un’importante impresa industriale).

Si trasferisce a Monaco dove compie le prime esperienze teatrali, esibendosi come autore-attore. Il suo esordio, inoltre, è fortemente influenzato dall’Espressionismo.

Aderisce allo schieramento marxista e sviluppa la teoria del “teatro epico” in base a cui lo spettatore non deve immedesimarsi durante la rappresentazione, anzi, deve mantenere una distanza critica per riuscire a riflettere su quello che vede in scena. L’autore, invece, deve utilizzare canzoni, elementi parodistici e una sceneggiatura molto ben studiata per creare un effetto di estraniamento, un distacco critico.

Nel 1928 Brecht raggiunge un grande successo con Opera da tre soldi, un rifacimento del celebre dramma popolare inglese del ‘700 di J. Gay dove mette in scena una rappresentazione spettacolare, ricca di colpi di scena, con bellissime e graffianti canzoni e ballate scritte da Kurt Weill.

Un’opera in cui la differenza tra criminali e persone rispettabili sparisce del tutto. Sono i soldi a rendere le persone tutte uguali, cioè corrotte. Una critica, quindi, nei confronti della società del tempo.

Costretto a lasciare la Germania a causa della salita al potere del Nazismo, peregrina per 15 anni attraverso molti Paesi fino al 1941, anno in cui si stabilisce negli Stati Uniti. Al termine del secondo conflitto mondiale, diventato ormai sospetto dalle autorità americane per le sue polemiche politiche e sociali, lascia gli Stati Uniti e si trasferisce nella Repubblica Democratica Tedesca, a Berlino, dove fonda la compagnia teatrale del Berliner Ensemble, che possiamo definire il tentativo concreto di realizzare le sue idee. Compagnia teatrale che diventa, in seguito, una delle più affermate dell’epoca.

Bertolt Brecht muore a Berlino Est il 14 agosto 1956, all’età di 58 anni a causa di un infarto cardiaco. Quel che ci lascia in eredità è veramente molto, come una serie di poesie che possono considerarsi tra le più toccanti della lirica tedesca novecentesca. Del resto, la sua scrittura poetica è diretta e vuole essere utile, senza portare il lettore in mondi fantastici o particolarmente enigmatici.

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CITAZIONI



« Vi sono alcune cose – poche! – capaci di commuovere l’uomo, ma il male è che, se le usate di frequente, perdono il loro effetto. »

Cattiveria




FESTA DI SAN NICOLA DI BARI PROGRAMMA 2026

PUGLIA D'AMARE 24 Quotidiano d'informazione direttrice CRESY CARADONNA Storia della Basilica di San Nicola. La  Basilica...