OGNI GIORNO PER UN BUONGIORNO.





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Il potere di un buongiorno: come un piccolo gesto cambia la giornata.

Un messaggio sul telefono, una parola sussurrata in cucina o un biglietto sul bancone del caffè. Augurare "buongiorno" è un rito quotidiano universale, ma spesso ne sottovalutiamo la forza emotiva. Non è solo una questione di buona educazione: è un vero e proprio atto di cura.

Perché fa bene al cervello (e al cuore) 
Ricevere un pensiero affettuoso appena svegli stimola la produzione di dopamina e ossitocina, gli ormoni del benessere e del legame sociale. In un mondo che corre veloce, quel "ci sono e ti penso" rompe l'isolamento mattutino e riduce i livelli di stress, predisponendoci ad affrontare le sfide quotidiane con una marcia in più.

L'arte di variare ogni giornoIl segreto per non rendere questo gesto una routine noiosa sta nella personalizzazione. 
Alternare gli stili mantiene viva l'attenzione e l'emozione di chi riceve il pensiero:

Lunedì motivazionale: Una frase per dare la carica all'inizio della settimana.
Mercoledì ironico: Una battuta sul caffè per superare il giro di boa del weekend.
Venerdì poetico: Una citazione d'autore per rallentare il ritmo e assaporare il fine settimana in arrivo.

Condividere un buongiorno non richiede tempo, ma crea una connessione immediata. È il modo più semplice, economico e potente per colorare la giornata di qualcuno.


FEMMINICIDIO


FEMMINICIDIO

La panchina rossa e le scarpette rosse sono i simboli universali e più potenti della lotta alla violenza di genere e ai femminicidi. Rappresentano il vuoto lasciato dalle vittime nella società e la necessità di fermarsi a riflettere su un'emergenza non più ignorabile.



"Femminicidio"

Non è un impulso, non è una tempesta,
è il conto dei passi di ciò che ne resta.
Galoppa la cronaca, un nome alla settimana,
mentre il dibattito si perde e si allontana

Dicono "è un raptus", "esagerazione",
scambiando il possesso per una passione.
Cercano scuse, giustificano il lupo,
lasciando il futuro più cieco e più cupo. 

Ma il vuoto rimane, pesante, stampato,
sul marmo di un giorno che non è iniziato. 
È un crimine vivo, che muta la pelle,
mentre contiamo le sedie e le stelle.

Negare la strage ti rende alleato
di un lungo silenzio che va condannato.
Finché quel nome rimarrà un tabù,
la prossima vittima potresti essere tu.



"Voltarsi dall'altra parte di fronte al numero dei femminicidi non cancella il sangue, rende solo complici del silenzio."

"Chi nega l'emergenza dei femminicidi sta difendendo il privilegio di non voler guardare la realtà negli occhi."

"Non è un'invenzione dei media, è una strage quotidiana che molti scelgono deliberatamente di non vedere."

"I femminicidi non camminano, corrono sul binario dell'indifferenza generale e di una cultura che fatica a cambiare." 

"Mentre la società discute se esista o meno il problema, il conteggio delle vittime continua a salire senza sosta." 

"Non sono rari casi isolati, è un'epidemia sociale che si alimenta ogni giorno del nostro silenzio e della nostra incredulità."


«Il femminicidio non è un delitto di passione, è un delitto di potere.» 
— Michela Murgia

«La violenza contro le donne è una delle più vergognose violazioni dei diritti umani.» 
— Kofi Annan

«Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni patite, per il suo corpo che avete sfruttato... in piedi, Signori, davanti a una Donna.»
— William Shakespeare






LA DIETA MEDITERRANEA: 4° INCONTRO A BARI

LA DIETA MEDITERRANEA: 4° INCONTRO
A tutto benessere...
La Dieta Mediterranea Lo stile dell' Armonia



CICLO DI INCONTRI DALLA TERRA DI BARI.

4° INCONTRO GIOVEDÌ 28 MAGGIO 2026 ORE 18.00 SALA EX TESORERIA PALAZZO DI CITTÀ COMUNE DI BARI

ORE 18.00 
SALUTI AUTORITÀ

PARTECIPANO:
LUCIA SCHINZANO
 - PRESIDENTE CONSULTA COMUNALE AMBIENTE DI BARI 
 - LUIGI LEOTTA PRESIDENTE SIPBC E ASSOCIAZIONE STELLA MARIS

- PROF.Nicola Cutino   PRESIDENTE ASS. MONDO ANTICO TEMPI MODERNI

- VIRNA IACOBELLIS   PRESIDENTE SAID  

- INTRODUZIONE 
LA DIETA MEDITERRANEA LO STILE DELL'ARMONIA 
 - ANNA RITA SOMMA  IDEATRICE E COORDINATRICE DELL'INIZIATIVA

DIETA MEDITERRANEA E SOSTENIBILITÀ CON MARILIA TANTILLO DOCENTE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BARI

Con la partecipazione della scrittrice Cresy Crescenza Caradonna , direttrice di PUGLIA D'AMARE 24 Quotidiano d'informazione 

DIETA MEDITERRANEA E BENESSERE DELLA PERSONA CIBO COLORI EMOZIONI CON ANNA MARIA SCARANO MEDICO CHIRURGO

Con la partecipazione di Paolo Lepore, poeta

DIETA MEDITERRANEA E TRADIZIONE ANTICHE RICETTE VERSI AROMI EMOZIONI GUSTO CON ROSA UNGARO E     NICOLA CUTINO presidente dell'Associazione onlus Mondo Antico e Tempi Moderni - Pagina Autentica

LA VIOLENZA GIOVANILE AI GIORNI NOSTRI

LA VIOLENZA GIOVANILE AI GIORNI NOSTRI.
di Cresy Caradonna

Spettacolarizzazione sui social, analfabetismo emotivo e il vuoto delle istituzioni. Perché le aggressioni tra i ragazzi non sono più una semplice crisi di crescita, ma il sintomo di una pericolosa dissociazione dalla realtà.



Il "teatro del vuoto": quando l'aggressività diventa un contenuto da filmare e rendere virale sui social.
Cronache nere che sembrano fotocopie, piazze trasformate in arene, lo schermo di uno smartphone che riprende il sangue anziché chiamare i soccorsi. Parlare di violenza giovanile oggi significa guardare dentro una ferita aperta della nostra società. Bisogna farlo evitando la trappola del moralismo spicciolo, ma senza concedere alcuno sconto all'indulgenza.
Non siamo di fronte a una semplice "crisi di crescita" o alle classiche intemperanze generazionali che hanno attraversato i decenni. La sensazione diffusa, supportata tragicamente dai fatti di cronaca più recenti, è che la violenza tra i ragazzi abbia cambiato pelle: è diventata più gratuita, spettacolarizzata e precoce.

Il teatro del vuoto e la regia dei social.
Il primo elemento di rottura rispetto al passato è il ruolo dei social media. Un tempo la violenza tra bande o il bullismo cercavano l'ombra; oggi cercano la luce dei riflessi digitali. L'aggressione diventa content, il dolore altrui un mezzo per accumulare visualizzazioni, lo scontro fisico una performance da dare in pasto all'algoritmo di TikTok o Instagram.
Si assiste a una pericolosa dissociazione dalla realtà: colpendo un coetaneo, molti ragazzi sembrano non percepire il peso della carne e del sangue. È come se stessero muovendo un avatar in un videogioco o recitando in un video di pochi secondi. La gravità del gesto si dissolve nell'istante in cui diventa "virale".

Dietro la rabbia: l'analfabetismo emotivo
Sarebbe tuttavia miope colpevolizzare solo la tecnologia, che è un amplificatore, non la causa prima. La radice del problema affonda in un profondo analfabetismo emotivo.
Una fetta consistente delle nuove generazioni fatica a dare un nome a ciò che prova. La frustrazione, la noia, il senso di invisibilità e l'ansia per un futuro incerto si trasformano rapidamente in una rabbia cieca. Quando mancano le parole per esprimere il disagio, il corpo e la forza diventano l'unico strumento di comunicazione rimasto.
Se le agenzie educative tradizionali arretrano, il vuoto viene riempito dalle leggi della strada o da mitologie tossiche di rivalsa sociale:
La famiglia: Spesso oscilla tra l'iper-protezionismo (difendere i figli anche davanti all'evidenza) e la totale assenza, delegando l'educazione agli schermi.
La scuola: Sovraccaricata di compiti burocratici e spesso privata dell'autorevolezza sociale necessaria per essere un vero punto di riferimento.
Le istituzioni: Quasi sempre capaci di intervenire solo a valle, con la repressione, quando il danno è ormai compiuto.
Oltre l'emergenza: quale via d'uscita?
La risposta a questa deriva non può essere solo securitaria. Certamente la certezza della pena e il controllo del territorio sono necessari, ma non curano la malattia: ne tamponano solo i sintomi più acuti.
Per invertire la rotta serve un patto educativo radicale. Dobbiamo ricostruire spazi di aggregazione sani, restituire valore alla parola, insegnare nuovamente il peso dell'empatia e il limite invalicabile del rispetto dell'altro.
I giovani non sono intrinsecamente più cattivi rispetto al passato; sono, forse, più soli ed esposti a un mondo adulto che glorifica la performance, la prevaricazione e il successo a tutti i costi. Se vogliamo fermare la violenza nelle nostre strade, dobbiamo prima chiederci quale esempio stiamo dando da dietro le nostre cattedre, le nostre scrivanie e i nostri schermi

15 maggio 2026

IL CALENDARIO SAGGIO E POETICO



IL CALENDARIO SAGGIO E POETICO.

Buon venerdì, 15 maggio 2026

"Ogni giorno per un buongiorno" 

Il calendario giornaliero gratuito per voi!



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«Ogni giorno per un buongiorno» 

di Cresy Crescenza Caradonna

BENVENUTI NEL SITO:


LIBRI:




ESSENZA D'ARTE: MOSTRA D'ARTE COLLETTIVA A BARI

Viviamo Associazione Culturale con la presidente Silvana Cavallo, 
ha presentato domenica 10 maggio 2026 la mostra collettiva dal titolo: ESSENZA D'ARTE.

La sede è situata in via Ottavio Serena 33 a Bari.
La mostra collettiva di pittura ha riunito molteplici artisti per stile e sensibilità, accomunati dalla passione per l'arte con l'intento di trasmettere attraverso le loro opere emozioni visive.

Hanno esposto gli artisti ALBANESE LUCIA, ANDRISANI LUIGI, AZZONE DINA, CATALANO ROSA, CASSANO CINZIA,  CINQUEPALMI MARIA DE PASQUALE MARIA, GIULIANI CHIARA, GIUNGATO EMILIA, GUASTAMACCHIA ZENIA, MORELLI NICOLA, MOSAICO ANNAMARIA, NISI LEO, TRIGGIANI FABIO, VOLPE SAIBABU.

Durante il vernissage sono intervenuti ATTILIO MIANI, giornalista e le poetesse dir.Cresy Crescenza Caradonna, Maria Cinquepalmi e Carmen Altamura che hanno recitato le loro poesie.



La mostra si potrà visitare fino al 19 maggio.
Chiamatela collettiva, ma è un dialogo. Stili che di solito non si parlano qui si siedono allo stesso tavolo. Essenza d’arte dimostra che la bellezza non ha bisogno di accordo stilistico: le basta essere vera. E lo è, opera dopo opera.
Complimenti a tutti gli artisti.

PUGLIA D'AMARE 24 Quotidiano d'informazione 



#pugliadamare24 
#Arte #poesia #cresycrescenzacaradonna

Poesia : "Mastro Nicola" u mestepànne de Bare Vecchie di Cresy, Crescenza Caradonna

Perché proprio il 9 maggio?
Perché è il giorno della festa patronale a Bari?
♥️🙏🏻
L'approdo delle ossa di san Nicola nel porto di Bari avvenuto nel 1087 segnò profondamente la storia cittadina, facendo del santo non solo il patrono ma anche il simbolo spirituale della città. Da allora, ogni anno, Bari rinnova quel legame con tre giorni di celebrazioni che culminano proprio il 9 maggio.



🎉 AUGURI BARI A TUTTI I BARESI AI NICOLA E A TUTTI I DEVOTI DEL SANTO SPARSI IN ITALIA E IN TUTTO IL MONDO!


PUGLIA D'AMARE 24 Quotidiano d'informazione diretto da Crescenza Caradonna 
#pugliadamare24




"Mastro Nicola"
u mestepànne de Bare Vecchie.

Ago e filo
un grande bancone da lavoro
un caldo ferro d'altri tempi
tra le mura di un'antica casa di Bari vecchia
ricordo così zio Nicola, io bambina ammiravo ogni gesto
ogni minuscolo movimento
quelle mani così agili sul grezzo tessuto
tagliavano cucivano con artistica armonia 
e poi tutto quel vapore come una soffice nuvola
s'alzava al cielo sbuffando
mentre le grandi forbici 
legate ad un rude filo
guardavano l'opera di mastro Nicola mio zio,

quanto amavo andar lì in quella casetta
dai sapori viscerali sempre odorosi di ragù
che andava lento lento fino al desinar del pranzo,

ora mi ritorna in mente 
ora tutto ha un senso
ora, quella piccola loggia, dell'antica casa
che gravitava sui vicoli di Bari vecchia,
ha il sapore d'amore
amor per la mia terra 
amor per quelli che sono stati 
amore per quelli che saranno 
amor che nulla lascia al caso
amor che tutto lenisce
quell'amore chiamato terra mia 
fatto di tradizioni sensazioni 
perdute ma mai più dimenticate,

nella memoria nitide immagini si colorano di rosa
di un'infanzia, la bella infanzia,
scrigno di me fino alla fine di me.
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#poesie 
#poesie #Nicola


OGNI GIORNO PER UN BUONGIORNO.

OGNI GIORNO PER UN BUONGIORNO ________ Il potere di un buongiorno: come un piccolo gesto cambia la giornata. Un mess...